Mostra Circolo degli Esteri (2010)

exhibitions

Le opere di Marguerite de Merode nascono dal quotidiano che rilegge con sguardo rinnovato attraverso l’utilizzo di tecniche differenti: spaziando dalla fotografia al disegno. Che siano grafiche o fotografiche le sue opere suggeriscono l’idea di un viaggio in senso figurato, un viaggio all’interno di sè. Oggetti, situazioni e sensazioni diventano i protagonisti di racconto personale, in cui la materia, che allarga oltre i limiti dell’inquadratura, si contorce e si anima in danza convulsa; altre volte il segno pastoso del carboncino concorre a creare un’atmosfera di enigmatica attesa. “Rende soggetti profondamente materici e reali -scrive Benedetta Carpi De Resmini nel catalogo – … immagini evanescenti e liriche…. Non sono delle rappresentazioni per immagini, sono delle forme che si sviluppano autonomamente e che esaltano il processo del vivere. I ferri delle auto, la plastica ammassata, spariscono e improvvisamente si rendono testimoni di un senso inusitato di vita. Svela un potere nascosto negli oggetti ritratti, ne rivela storie celate da anni di consumo. Collega la froma obsoleta di un utensile, al soggetto vergine della natura, per quanto potenzialmente minacciata nel nostro presente industriale. Le sue fotografie smantellano i presupposti di un’arte ritrattistica e facendo parlare la voce anonima della natura, ne mostra, come fossero dei disegni astratti, i colori, le vibrazioni, le luci”.

Benedetta Carpi De Resmini nel catalogo 2010